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LE NOSTRE AFRICHE

 

 

Nell’ambito di Intermundia 2008, la tradizionale manifestazione interculturale di Piazza Vittorio, l’Archivio dell’Immigrazione e altre Associazioni italiane e straniere hanno presentato “Le nostre Afriche”: mostre, laboratori e spettacoli dedicati all’Africa e alle Comunità immigrate da quel continente.

 

Nei tre giorni della manifestazione, sono state allestite 3 Mostre dedicate ai Bambini di strada mozambicani, ai Giocattoli africani e all’eroe capoverdiano Bulimundo. Sono stati proiettati Video sul Rwanda, Mozambico, e Capo Verde. E’ stato proposto uno Spazio libri con favole, giochi e libri sulla storia e i personaggi dei diversi paesi del Continente, e Rassegne stampa e materiali di documentazione interculturale. E’ stato anche realizzato un giornale murale, “Caffè”, dedicato alla letteratura della diaspora africana.

Nei tre giorni di Intermundia sono stati organizzati 5 Laboratori: sulle “Favole tradizionali africane”, “La Seconda generazione dell’immigrazione”,  “I leader africani vecchi e nuovi: il ruolo delle donne oggi”, “I mediatori culturali nelle scuole romane” e "L'immaginario femminile nelle letterature del Corno d'africa".

 

 

 

PROFESSIONE CLANDESTINO

La mostra “Professione: clandestino” è stata esposta nei giardini Calipari di Piazza Vittorio, a Roma, in occasione della manifestazione "Intermundia 2006".(vedi foto dell'evento)

Una grande barca spezzata sugli scogli ricorda la tragedia dei profughi e dei migranti che attraversano il Mediterraneo per raggiungere le nostre coste.La Mostra – attraverso la ricostruzione ambientale del tema, con le valigie dei profughi, i documenti dei richiedenti asilo, pannelli con foto e immagini degli sbarchi clandestini – accompagna il pubblico alla scoperta di un fenomeno drammatico e attuale, che aiuta a riflettere sia sulle nostre politiche d’immigrazione che sull’intercultura come strumento d’integrazione. Su un grande schermo, scorrono le immagini di film e documentari quali “Tarifa Traffic”, “Storie del Marocco”, Tanger, le rêve des bruleurs”. Testimonianze audio, musiche e immagini aiutano a contestualizzare il fenomeno, insieme con una Rassegna stampa aggiornata, materiali e suggerimenti didattici per percorsi interculturali. 

   

 

 

SETTIMANA DEL MAROCCO

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L’Archivio dell’Immigrazione, in collaborazione con ArabRoma,  l’Archivio delle Comunità straniere e l’Associazione Tangeri, e con la partecipazione della Comunità marocchina in Italia e dell’Ambasciata del Marocco, ha organizzato una “Settimana del Marocco” (5 – 13 novembre 2005): ovvero una serie di iniziative, manifestazioni artistiche, mostre e rassegne dedicate al grande paese del Maghreb.

 

Una iniziativa importante, in un momento in cui il mondo arabo e l’Islam sono al centro dell’attenzione – spesso diffidente, qualche volta allarmata – della nostra opinione pubblica; che nello stesso tempo appare poco informata, ostaggio di pregiudizi e stereotipi che non aiutano il dialogo, la comprensione e un reciproco arricchimento culturale.

 

La manifestazione ha avuto come centro  Roma, ma diverse iniziative sono state realizzate contemporaneamente a Bari, Firenze, Lecce, Pontedera, Carloforte e altre città italiane, con effetti importanti in termini di rilevanza mediatica e di  sinergie di comunicazione e di risorse.

   

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“TANGERI, OLTRE LO SGUARDO”

 

Alcuni nomi di città inducono più di altri al sogno, evocano un immaginario esotico alimentato dalla lettura di tanti romanzi o dalle raffigurazioni contenute in quadri celebri. Tangeri è uno di questi luoghi: una città che ancor prima di visitare abbiamo conosciuto nei quadri di Delacroix e di Matisse, nei libri di Paul Bowles e di Tahar Ben Jelloun.

 

La Mostra “Tangeri, oltre lo sguardo” di Laura Terzani, già autrice delle immagini delle Mostre su “La Casbah araba” e “Marocco Blues”, offre soltanto uno sguardo, una prospettiva, uno scampolo di luci e ombre tangerine: ma con la profondità di chi riesce ad andare oltre la superficie delle immagini, a sognare oltre la cortina del passato, a cogliere il mistero racchiuso nelle vie tortuose, nei vicoli colorati di ocra e azzurro, negli scorci improvvisi. Au delà du regard.

 

La Mostra comprende 20 gigantografie su tela (in media 90x270 com.), per uno spazio complessivo di almeno  6 metri x 10.

 

Accompagnano la Mostra un Catalogo a colori e materiali di documentazione sulla Comunità marocchina in Italia.

 

   

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I TAPPETI DEL SOGNO

Con la Soprintendenza del Museo Pigorini, l’Archivio ha organizzato per la Settimana del Marocco una manifestazione particolarmente significativa: “I tappeti del sogno”, una mostra dei prodotti artistici delle donne berbere dell’Alto Atlante, inserita nel contesto della Caravane Civique di Fatema Mernissi. 

La Caravane, ideata dalla celebre scrittrice marocchina, raggruppa i rappresentanti della rinascita civile della società dal Maghreb (donne, intellettuali, giovani), anche con il supporto di Internet.

Nel contesto della Mostra, insieme a una piccola raccolta dei preziosi tappeti dell’Atlante è stata allestita anche una grande tenda berbera.

 

   

MOSTRA MERCATO ARTIGIANATO E MODA

 

HASSAN REDWANI

“LE CHARME DU MAROC”

Costumi e moda della casbah

 

 

L’Archivio ha organizzato per la Settimana del Marocco una Mostra dei modelli di uno stilista contemporaneo  di Marrakech, Hassan Redwani.

 

A Roma la manifestazione “Le charme du Maroc”- Costumi e moda della casbah, è stata ospitata nel centralissimo  Show room di Cristina Bomba, in via dell’Oca 39, accanto a piazza del Popolo.

 

La Mostra è stata poi portata anche a Bari e Lecce, a cura dell’Assessorato alla Pace e al Mediterraneo della Regione Puglia e del Centro interculturale Abusuan.

 

   

 

 

 

BELL’ABISSINA

Stereotipi dell’Italia coloniale nelle foto dei privati

 

 

Le foto della mostra, raccolte presso le famiglie di soldati e ufficiali italiani che hanno partecipato all’impresa coloniale, mostrano quali fossero gli stereotipi diffusi in epoca fascista, dal guerriero italico all’esotismo di paesaggi e figure umane.

 

I 40 pannelli, scelti tra oltre 2000 immagini raccolte per temi, dalle testimonianze di guerra ai caroselli degli ascari, non pretendono di illuminare il fenomeno del colonialismo italiano, ma vogliono essere un piccolo momento di riflessione su un passato irrisolto, mai rielaborato e raramente documentato.

La tragedia della guerra e gli orrori dell’impresa coloniale si affacciano all’orizzonte di queste immagini, svelandone l’ingenuità e i risvolti drammaticamente grotteschi.

La Mostra propone, inoltre, la ricostruzione di un picccolo salotto italo-africano, nel gusto un po’ kitch degli anni fra le due guerre, con riviste, fumetti e  souvenir coloniali.

 

Con la Mostra è disponibile l’Agenda NONSOLONERO 2005, piccolo catalogo degli stereotipi coloniali.

 

La mostra è stata esposta presso gli stand di Intermundia 2005 ai Giardini di Piazza Vittorio in Roma e presso la scuola Scuola Di Donato polo interculturale via Nino Bixio 83 Roma.

 

Di lato e sotto alcune delle foto della mostra

 

       

   

foto di Laura Terzani

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MAROCCO BLUES

Mostra fotografica

 

Tutti i blu del Marocco:

dal blu luminoso che aveva acceso la pittura di Matisse, all'azzurro che nasce dal buio infuocato delle fornaci della ceramica di Fes.

 

Tutto il blues del Marocco:
quel ritmo venuto dal deserto, nato, come in America, dalla sofferenza degli schiavi neri, suonatori ambulanti dello gnawa.

 

Tutta la tristezza del blues, la malinconia del Marocco:

 la disperazione e la speranza di chi vuole emigrare dalla sua terra, vuole abbandonarla e già ne ha nostalgia.

La Mostra comprende 6 gigantografie su tela e 34 pannelli;

un Catalogo a colori; e un Cd del marocchino Noureddine,

che contamina la tradizione gnawa con il blues americano.

 

E' stata esposta alla Casa delle letterature - piazza dell'Orologio 3
dal 20 aprile al 7 maggio 2004

 

 

 

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MOSTRA FOTOGRAFICA: Rosso

 di M.R. Jijon 

 

"Rosso" ha come soggetto donne che vengono in Italia come immigrate, in cerca di mezzi di sostentamento per garantire migliori condizioni di vita alle proprie famiglie o per migliorare le proprie vite.

Rappresentano storie di viaggio, dei successi e dei fallimenti, che sono parte del progetto migratorio. Quest'opera è il risultato di vari anni di lavoro sul tema delle migrazioni in Italia e di una serie di incontri con persone e situazioni che  hanno permesso di dare un senso alla mia produzione artistica.

Intendo la migrazione non come un destino ma come un processo nel quale vari aspetti si intrecciano vicendevolmente: le vite delle persone, l'identificazione con i luoghi, la ricostruzione delle culture, ed il dialogo che si può costruire tra queste.

 

esposta in occasione del  Convegno "Il Tempo delle Donne"

 

 

 

 

 

 

CONTAMINAZIONI

Alle origini della cultura italiana

Quali influenze, quali scambi, quali incontri e suggestioni hanno arricchito e condizionato l'origine stessa della nostra cultura? Dal modello islamico del Llibro della Scala cui si è rivolto l'Alighieri per la sua Divina Commedia,  all'ignoto maestro bulgaro di Bojana che ha ispirato Giotto per la struttura della Cappella degli Scrovegni di Padova, le radici stesse della cultura italiana sono caratterizzate dagli apporti culturali più diversi.

Ricordarlo oggi, serve ad aprire teste e cuori alle culture "altre", agli apporti delle Comunità straniere, alle interazioni culturali di una società plurale.

La Mostra accompagna il pubblico attraverso un paesaggio apparentemente astratto, alla scoperta di alcune immagini simbolo, delle contaminazioni culturali che stanno a fondamento dell'arte, della musica, della letteratura italiana: dal mosaico dell'Albero della vita nella Cattedrale di Otranto, agli "zedjel" arabo-andalusi che sono serviti da modello ai poeti dello stilnovo.

 

La mostra è stata allestita a Torino nell'ambito della manifestazione "Identità e differenza" nel 2002 e a Roma nel corso della manifestazione "Intermundia" a Piazza Vittorio il 7,8,9,10 maggio 2003

 

A seguire le 10 stazioni della  mostra:

 

1. Jacopone da Todi: le laude di jacopone (1230/36-1306), i versi di un poeta come Cecco Angiolieri, ma anche quelli degli stessi stilnovisti, riprendono la loro struttura metrica e alcune delle immagini liriche più suggestive attraverso la poesia dei troubadours provenzali- dallo zedjel arabo andaluso, strofa con tre versi monorimi inventata dal poeta ceco di Cabra (Cordova) Macadam Ben Muafa (X sec.) e ripresa da Ibn Guzman nell'undicesimo secolo.

 

2. Giotto: La Cappella degli Scrovegni di Padova (1304), capolavoro del maestro toscano, ha uno straordinario precedente negli affreschi dell'ignoto maestro di Bojana (una località presso Sofia, in Bulgaria), iniziati nel 1259 e terminati nel 1270, 34 anni prima degli Scrovegni.

 

3. Cattedrale di Otranto: Il mosaico del pavimento della cattedrale di Otranto, eseguito dal sacerdote Pantaleone tra il 1163 e il 1165, racconta la storia dell'uomo da Adamo al Giudizio Universale. Nella figurazione musiva, si vede un gigantesco tronco di albero che affonda le sue radici nelle tre principali religioni dell'umanità: il cristianesimo, l'ebraismo, l'islamismo.

 

4. Dante: l'islamico "Libro della Scala",  racconta il viaggio notturno del Profeta Maometto nell'aldilà islamico, accompagnato dall'arcangelo Gabriele nel Paradiso e nell'Inferno. I gironi infernali, le pene dei dannati, i cieli concentrici del paradiso abitati dagli angeli, hanno impressionanti rassomiglianze con la Divina Commedia. Il primo a farlo notare, innescando una polemica continuata fino ai nostri giorni, è lo spagnolo Asìn Palacios che nel 1919 pubblica il testo "Escatologia musulmana en la Divina Commedia"

 

5. Masaccio: nella prima grande opera del maestro di San Giovanni Valdarno, il Trittico di San Giovenale a Cascia (1422) c'è uno strano particolare. Nell'aureola della Madonna, al centro del Trittico, è dipinta in caratteri arabi la shaada, la professione di fede islamica:"Non c'è altro dio all'infuori di Dio e Maometto e il suo profeta".
Non si sa se Masaccio conosceva l'arabo, e ha quindi inserito la scritta con un intento preciso, o ha utilizzato il grafema come un segno di mero valore estetico.

 

6. Campanili romanici: il minareto, elemento tradizionale dell'architettura islamica, è forse il modello a cui si ispirano i campanili romanici che dall'epoca successiva alle crociate riempirono le città europee.

 

7. S. Maria Novella / Cattredale di Otranto: il pavimento di S. Maria Novella, la straordinaria chiesa fiorentina del 1246, è ricoperto nella navata centrale da uno splendido disegno
di stile arabo.

 

8. Madonna di Orvieto: Nel Duomo di Orvieto, il disegno della stella di Davide, uno dei principali simboli della religione ebraica, compare in diversi luoghi: i mosaici sul sagrato della chiesa,  sulla veste della statua della Vergine.

 

9. Dal medioevo alla modernità: moltissimi sono gli esempi di contaminazione culturale
più recenti, dal mondo delle favole popolari, alla letteratura colta, ai fumetti, al teatro,
al cinema, ancora alle arti figurative. Il percorso conclusivo della Mostra cita soltanto
alcuni esempi significativi: dal personaggio di Giufà o Giuhà, di origini
arabo-turche, ma presente nella letteratura di quasi tutti i paesi del Mediterraneo, ai
volti allungati di Modigliani, influenzati dalle straordinarie maschere africane.

 

10. Averroé: Muhammad ibn Ahmad nacque a Cordoba nel 1126. studioso di giurisprudenza, matematica, filosofia, indirizzo il suo impegno nel commento delle opere di Aristotele, che salvò dall'oblio.

E' infatti grazie a lui che il pensiero del grande filosofo fu trasmesso in occidente.

 

 IL VIAGGIO

Il viaggio come un'avventura che implica cambiamento, evoluzione e dinamiche identitarie e che presuppone una continua ridefinizione dei concetti di ugualianza e differenza, di "dentro" e di "fuori"; viaggio che con le sue  implicazioni culturali e con i suoi significati profondi e complessi diviene metafora della vita stessa e del cammino inarrestabile dell'uomo.
E' su questa riflessione che poggia la Mostra
"Il Viaggio", iniziativa Equal ideata e realizzata a Bari dall'Associazione Abusuan e riproposta a Roma dall'Archivio dell'Immigrazione in una versione nuova ed arricchita.
La Mostra intende sviluppare una maggiore consapevolezza degli elementi di somiglianza e differenza tra i vari tipi di viaggio e creare i presupposti per un rapporto meno superficiale e preconcetto con le tematiche e i fenomeni legati a questa esperienza. Il suo carattere interattivo cerca di coinvolgere i visitatori in modo diretto per facilitare l'identificazione con i viaggiatori rappresentati, mentre i pannelli esplicativi e il materiale documentario forniscono gli elementi cognitivi per una comprensione approfondita delle motivazioni all'origine di un viaggio, dei cambiamenti identitari e culturali da esso innescati e dei più ampi contesti sociali, politici ed economici in cui esso si inserisce.
Il navigatore, il turista, l'eploratore, il pellegrino, il colonialista ed il viaggiatore "on the road" sono le figure principali e ad ognuna di esse è dedicata una stanza che ricrea l'ambiente e l'atmosfera del viaggio. Particolare attenzione e spazio vengono dedicati alla figura del migrante: il recupero della memoria degli emigranti italiani e degli immigrati di oggi diventa strumento fondamentale per riflettere sul delicato equilibrio dell'incontro fra la cultura del migrante e quella del mondo che lo ospita.
Obiettivo specifico della mostra, infatti, è quello di valorizzare le identità culturali e di stimolare al confronto con le differenze per favorire la creazione di una nuova predisposizione, più mediata e cosciente, al dialogo con le altre culture e alla ricchezza che il contatto con esse può rappresentare.

 

LA CASBAH ARABA

Itinerario nel cuore della cultura maghrebina

La Casbah è una struttura economica e abitativa che ha attraversato i secoli dimostrando una straordinaria funzionalità e varietà di soluzioni.

La Mostra ( dimensioni: 12 m. x 25, altezza massima 5 m.) propone un vero e proprio percorso formativo interattivo sulla Casbah araba. Studenti e visitatori sono guidati, in veste di mediatori culturali, da “figuranti” maghrebini: che vestono i panni di negozianti, artigiani, nomadi, abitanti della città.

Il pubblico entra da un grande portale, che riproduce forma e decorazioni caratteristiche delle porte più antiche della Casbah. Dal portale, si entra direttamente su una piazzetta ornata da una piccola fontana centrale; di fronte, le mura della Moschea, con il profilo del minareto, da cui risuona la preghiera del muezzin; a sinistra un locale ospita un negozio di artigianato; a destra, sulla stradina, si affaccia un Hammam, il tradizionale bagno turco.

Da qui si possono prendere due direzioni: a sinistra, la strada dei negozi, a fianco del minareto; a destra, oltre l’Hammam, un caratteristico loggiato e, di fronte, la porta della Medersa, la scuola coranica: locale di studi religiosi,  aperto anche alle donne, di solito posto nelle vicinanze della moschea. Più avanti, il vicolo si apre sull’arco di una casa: si entra così nel patio di un antico palazzo signorile; sotto il portico, divani e cuscini per il rito del caffè o del thè alla menta.

Altri archi, stradine e negozi (ricchi di tappeti, pelletteria, vasi, lampade, gioielli, tessuti, vestiti tradizionali) portano infine nella piazza del mercato, il Suk, cuore della medina, con i banchetti di frutta, spezie, odori caratteristici. Qui vengono a vendere i loro prodotti le contadine delle campagne e i nomadi del deserto. Qui, nelle città più importanti, si tengono spettacoli, concerti, esibizioni di saltimbanchi e incantatori di serpenti; e le donne disegnano ricami di hennè sul dorso delle mani. In un angolo della piazza, dai tavolini del caffè, oltre a sorseggiare un the alla menta,  visitatori della Mostra possono assistere alla proiezione di un breve Video girato nella città di Tangeri, in Marocco, brani di film (da Casablanca a Pepè le Mokò) e documentari dedicati alla Casbah.

La Mostra è stata preparata con una approfondita ricerca storico-iconografica sul mondo arabo, e in particolare sulle caratteristiche della Casbah marocchina, con raccolta di documenti e materiali iconografici, artistici ed artigianali. Pannelli, gigantografie, fumetti e segnaletica aiutano ad approfondire gli aspetti ambientali, architettonici, economici e culturali della Casbah.

E’ stato realizzato un reportage fotografico (oltre 500 immagini) da cui sono tratti i pannelli presenti nella scenografia, e le immagini di un ricco Catalogo, che ripercorre storia, significato e suggestioni – nella letteratura, nell’arte, nel cinema – della Casbah araba.  E’ stato anche realizzato un Plastico, che riproduce in scala la Casbah di Tangeri.

La Mostra,  finora è stata in sei città italiane – Roma, Brescia, Torino, Bari, Palermo, Viterbo.

 

 

 

LE SEDUZIONI DEL RAZZISMO

La Mostra "Le seduzioni del razzismo" costruisce, intorno ai pregiudizi e agli stereotipi più frequentati dai nostri mezzi di comunicazione - i potenti media della pubblicità, del cinema, della televisione, dei fumetti - un Percorso particolarmente divertente e 'spregiudicato': capace di coinvolgere, per la stessa seduzione degli strumenti di comunicazione (film, spot, vignette umoristiche), il pubblico dei giovani, delle scuole e della stessa cittadinanza.

L'obiettivo della Mostra è quello di contribuire, smascherando i meccanismi mediatici di costruzione e diffusione degli stereotipi culturali, al superamento degli atteggiamenti etnocentrici e dei luoghi comuni più radicati, fornendo strumenti critici per l'analisi e la lettura dei messaggi della comunicazione di massa; e coinvolgendo soprattutto le giovani generazioni, più esposte all'influenza, talora negativa, degli stessi mass media.

La Mostra prevede un percorso articolato in 50 pannelli con disegni, manifesti pubblicitari, titoli giornalistici e vignette, rassegne di materiali televisivi e cartoni animati - secondo moduli che possono agevolmente variati a seconda delle esigenze logistiche.

 

LE TRE CULTURE

Le culture dei tre continenti: un variegato patrimonio di valori, tradizioni, creatività. Una preziosa occasione di arricchimento per la nostra cultura, malata di etnocentrismo e attraversata troppo spesso da pregiudizi e stereotipi.

Il confronto coinvolge la società intera, ma trova nella scuola un luogo privilegiato, stimolando la ricerca d'una nuova pedagogia, capace di accogliere nuovi linguaggi, valorizzare le differenze, organizzare la molteplicità culturale.

La Mostra ha ospitato proiezioni per le scuole

Incontri con le Comunità straniere

Presentazione di libri e riviste

Degustazione di cibi dei tre continenti

Musica delle tre culture

Arte e Artigianato

 
E' possibile poter ospitare le mostre presso scuole, uffici pubblici, enti locali, ecc.

Per informazioni tel-fax 06/37511087

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