|
|
|
|
|
PROFESSIONE CLANDESTINO La mostra “Professione: clandestino” è stata esposta nei giardini Calipari di Piazza Vittorio, a Roma, in occasione della manifestazione "Intermundia 2006".(vedi foto dell'evento) Una grande barca spezzata sugli
scogli ricorda la tragedia dei profughi e dei migranti che
attraversano il Mediterraneo per raggiungere le nostre coste. |
|
|
SETTIMANA DEL MAROCCO L’Archivio
dell’Immigrazione, in collaborazione con ArabRoma,
l’Archivio delle Comunità straniere e l’Associazione
Tangeri, e con la partecipazione della Comunità marocchina in Italia e
dell’Ambasciata del Marocco, ha organizzato una “Settimana del
Marocco” (5 – 13 novembre 2005): ovvero una serie di iniziative,
manifestazioni artistiche, mostre e rassegne dedicate al grande paese
del Maghreb. Una
iniziativa importante, in
un momento in cui il mondo arabo e l’Islam sono al centro
dell’attenzione – spesso diffidente, qualche volta allarmata –
della nostra opinione pubblica; che nello stesso tempo appare poco
informata, ostaggio di pregiudizi e stereotipi che non aiutano il
dialogo, la comprensione e un reciproco arricchimento culturale. La
manifestazione ha avuto come centro Roma, ma diverse iniziative sono
state realizzate contemporaneamente a Bari, Firenze, Lecce, Pontedera, Carloforte e altre
città italiane, con effetti importanti in termini di rilevanza
mediatica e di sinergie di comunicazione e di risorse. |
|
Clicca sulla foto per vedere altre immagini |
“TANGERI, OLTRE LO SGUARDO” Alcuni
nomi di città inducono più di altri al sogno, evocano un immaginario
esotico alimentato dalla lettura di tanti romanzi o dalle raffigurazioni
contenute in quadri celebri. Tangeri è uno di questi luoghi: una città
che ancor prima di visitare abbiamo conosciuto nei quadri di Delacroix e
di Matisse, nei libri di Paul Bowles e di Tahar Ben Jelloun. La
Mostra “Tangeri, oltre lo sguardo” di Laura Terzani, già
autrice delle immagini delle Mostre su “La Casbah araba” e
“Marocco Blues”, offre soltanto uno sguardo, una prospettiva, uno
scampolo di luci e ombre tangerine: ma con la profondità di chi riesce
ad andare oltre la superficie delle immagini, a sognare oltre la cortina
del passato, a cogliere il mistero racchiuso nelle vie tortuose, nei
vicoli colorati di ocra e azzurro, negli scorci improvvisi. Au
delà du regard. La Mostra comprende 20
gigantografie su tela (in media 90x270 com.), per uno spazio complessivo
di almeno 6 metri x 10. Accompagnano la Mostra un Catalogo a colori e materiali di documentazione sulla Comunità marocchina in Italia.
|
|
Clicca sulla foto per andare all'immagini dell'evento |
I
TAPPETI DEL SOGNO Con
la Soprintendenza del Museo Pigorini, l’Archivio ha organizzato per la
Settimana del Marocco una manifestazione particolarmente significativa:
“I tappeti del sogno”, una mostra dei prodotti artistici delle donne
berbere dell’Alto Atlante, inserita nel contesto della Caravane
Civique di Fatema Mernissi. La
Caravane, ideata dalla celebre scrittrice marocchina, raggruppa i
rappresentanti della rinascita civile della società dal Maghreb (donne,
intellettuali, giovani), anche con il supporto di Internet. Nel contesto della Mostra, insieme a una piccola raccolta dei preziosi tappeti dell’Atlante è stata allestita anche una grande tenda berbera.
|
|
MOSTRA
MERCATO ARTIGIANATO E MODA
HASSAN
REDWANI
“LE CHARME DU MAROC”
Costumi e moda della casbah L’Archivio
ha organizzato per la Settimana del Marocco una Mostra dei modelli di
uno stilista contemporaneo di
Marrakech, Hassan Redwani. A
Roma la manifestazione “Le charme du Maroc”- Costumi e moda della
casbah, è stata ospitata nel centralissimo
Show room di Cristina Bomba, in via dell’Oca 39, accanto
a piazza del Popolo. La Mostra è stata poi portata anche a Bari e Lecce, a cura dell’Assessorato alla Pace e al Mediterraneo della Regione Puglia e del Centro interculturale Abusuan. |
|
BELL’ABISSINA Stereotipi dell’Italia coloniale nelle foto dei privati I 40 pannelli, scelti tra
oltre 2000 immagini raccolte per temi,
dalle testimonianze di guerra ai caroselli degli ascari, non pretendono
di illuminare il fenomeno del colonialismo italiano, ma vogliono essere
un piccolo momento di riflessione su un passato irrisolto, mai
rielaborato e raramente documentato. La
tragedia della guerra e gli orrori dell’impresa coloniale si
affacciano all’orizzonte di queste immagini, svelandone l’ingenuità
e i risvolti drammaticamente grotteschi. La Mostra propone, inoltre, la ricostruzione di un picccolo salotto italo-africano, nel gusto un po’ kitch degli anni fra le due guerre, con riviste, fumetti e souvenir coloniali.
Con la Mostra è disponibile l’Agenda NONSOLONERO 2005, piccolo catalogo degli stereotipi coloniali.
La mostra è stata esposta presso gli stand di Intermundia 2005 ai Giardini di Piazza Vittorio in Roma e presso la scuola Scuola Di Donato polo interculturale via Nino Bixio 83 Roma.
Di lato e sotto alcune delle foto della mostra
|
|
foto di Laura Terzani clicca sull'immagine per vedere le foto |
MAROCCO BLUES Mostra fotografica
Tutti i blu del Marocco: dal blu luminoso che aveva acceso la pittura di Matisse, all'azzurro che nasce dal buio infuocato delle fornaci della ceramica di Fes.
Tutto
il blues del Marocco:
Tutta la tristezza del blues, la malinconia del Marocco: la
disperazione e la speranza di chi vuole emigrare dalla sua terra, vuole
abbandonarla e già ne ha nostalgia. La Mostra comprende 6 gigantografie su tela e 34 pannelli; un Catalogo a colori; e un Cd del marocchino Noureddine, che contamina la tradizione gnawa con il blues americano.
E'
stata esposta alla Casa
delle letterature - piazza dell'Orologio 3
|
|
|
|
clicca sull'immagine per vedere altre foto. |
MOSTRA FOTOGRAFICA: Rosso di M.R. Jijon
"Rosso" ha come soggetto donne che vengono in Italia come immigrate, in cerca di mezzi di sostentamento per garantire migliori condizioni di vita alle proprie famiglie o per migliorare le proprie vite. Rappresentano storie di viaggio, dei successi e dei fallimenti, che sono parte del progetto migratorio. Quest'opera è il risultato di vari anni di lavoro sul tema delle migrazioni in Italia e di una serie di incontri con persone e situazioni che hanno permesso di dare un senso alla mia produzione artistica. Intendo la migrazione non come un destino ma come un processo nel quale vari aspetti si intrecciano vicendevolmente: le vite delle persone, l'identificazione con i luoghi, la ricostruzione delle culture, ed il dialogo che si può costruire tra queste.
esposta in occasione del Convegno "Il Tempo delle Donne"
|
|
|
|
|
|
CONTAMINAZIONI
Alle origini della cultura italiana Quali
influenze, quali scambi, quali incontri e suggestioni hanno arricchito e
condizionato l'origine stessa della nostra cultura? Dal modello
islamico del Llibro della Scala cui si è rivolto l'Alighieri per la sua
Divina Commedia, all'ignoto maestro bulgaro di Bojana che ha
ispirato Giotto per la struttura della Cappella degli Scrovegni di
Padova, le radici stesse della cultura italiana sono caratterizzate
dagli apporti culturali più diversi. Ricordarlo
oggi, serve ad aprire teste e cuori alle culture "altre", agli
apporti delle Comunità straniere, alle interazioni culturali di una
società plurale. La Mostra accompagna il pubblico attraverso un paesaggio apparentemente astratto, alla scoperta di alcune immagini simbolo, delle contaminazioni culturali che stanno a fondamento dell'arte, della musica, della letteratura italiana: dal mosaico dell'Albero della vita nella Cattedrale di Otranto, agli "zedjel" arabo-andalusi che sono serviti da modello ai poeti dello stilnovo.
La
mostra è stata allestita a Torino nell'ambito della manifestazione
"Identità e differenza" nel 2002 e a Roma nel corso della
manifestazione "Intermundia" a Piazza Vittorio il 7,8,9,10
maggio 2003
A seguire le 10 stazioni della mostra:
1. Jacopone da Todi: le laude di jacopone (1230/36-1306), i versi di un poeta come Cecco Angiolieri, ma anche quelli degli stessi stilnovisti, riprendono la loro struttura metrica e alcune delle immagini liriche più suggestive attraverso la poesia dei troubadours provenzali- dallo zedjel arabo andaluso, strofa con tre versi monorimi inventata dal poeta ceco di Cabra (Cordova) Macadam Ben Muafa (X sec.) e ripresa da Ibn Guzman nell'undicesimo secolo.
2. Giotto: La Cappella degli Scrovegni di Padova (1304), capolavoro del maestro toscano, ha uno straordinario precedente negli affreschi dell'ignoto maestro di Bojana (una località presso Sofia, in Bulgaria), iniziati nel 1259 e terminati nel 1270, 34 anni prima degli Scrovegni.
3. Cattedrale di Otranto: Il mosaico del pavimento della cattedrale di Otranto, eseguito dal sacerdote Pantaleone tra il 1163 e il 1165, racconta la storia dell'uomo da Adamo al Giudizio Universale. Nella figurazione musiva, si vede un gigantesco tronco di albero che affonda le sue radici nelle tre principali religioni dell'umanità: il cristianesimo, l'ebraismo, l'islamismo.
4. Dante: l'islamico "Libro della Scala", racconta il viaggio notturno del Profeta Maometto nell'aldilà islamico, accompagnato dall'arcangelo Gabriele nel Paradiso e nell'Inferno. I gironi infernali, le pene dei dannati, i cieli concentrici del paradiso abitati dagli angeli, hanno impressionanti rassomiglianze con la Divina Commedia. Il primo a farlo notare, innescando una polemica continuata fino ai nostri giorni, è lo spagnolo Asìn Palacios che nel 1919 pubblica il testo "Escatologia musulmana en la Divina Commedia"
5.
Masaccio: nella prima
grande opera del maestro di San Giovanni Valdarno, il Trittico di San
Giovenale a Cascia (1422) c'è uno strano particolare. Nell'aureola
della Madonna, al centro del Trittico, è dipinta in caratteri arabi la
shaada, la professione di fede islamica:"Non c'è altro dio
all'infuori di Dio e Maometto e il suo profeta".
6. Campanili romanici: il minareto, elemento tradizionale dell'architettura islamica, è forse il modello a cui si ispirano i campanili romanici che dall'epoca successiva alle crociate riempirono le città europee.
7.
S. Maria Novella /
Cattredale di Otranto: il pavimento di S. Maria Novella, la
straordinaria chiesa fiorentina del 1246, è ricoperto nella navata
centrale da uno splendido disegno
8.
Madonna di Orvieto: Nel
Duomo di Orvieto, il disegno della stella di Davide, uno dei principali
simboli della religione ebraica, compare in diversi luoghi: i mosaici
sul sagrato della chiesa, sulla veste della statua della Vergine.
9.
Dal medioevo alla
modernità: moltissimi sono gli esempi di contaminazione culturale
10. Averroé: Muhammad ibn Ahmad nacque a Cordoba nel 1126. studioso di giurisprudenza, matematica, filosofia, indirizzo il suo impegno nel commento delle opere di Aristotele, che salvò dall'oblio. E' infatti grazie a lui che il pensiero del grande filosofo fu trasmesso in occidente. |
|
|
|
|
IL VIAGGIO Il
viaggio come un'avventura che implica cambiamento, evoluzione e
dinamiche identitarie e che presuppone una continua ridefinizione dei
concetti di ugualianza e differenza, di "dentro" e di
"fuori"; viaggio che con le sue implicazioni culturali e
con i suoi significati profondi e complessi diviene metafora della vita
stessa e del cammino inarrestabile dell'uomo. |
|
|
|
|
|
LA
CASBAH ARABA
Itinerario
nel cuore della cultura maghrebina La
Casbah
è una struttura economica e abitativa che ha attraversato i secoli
dimostrando una straordinaria funzionalità e varietà di soluzioni. La
Mostra ( dimensioni: 12 m. x 25, altezza massima 5 m.) propone un vero e
proprio percorso formativo interattivo sulla Casbah araba. Studenti e visitatori sono guidati,
in veste di mediatori culturali, da “figuranti” maghrebini: che
vestono i panni di negozianti, artigiani, nomadi, abitanti della città. Il
pubblico entra da un grande portale, che riproduce forma e decorazioni
caratteristiche delle porte più antiche della Casbah. Dal portale, si
entra direttamente su una piazzetta ornata da una piccola fontana
centrale; di fronte, le mura della Moschea,
con il profilo del minareto, da cui risuona la preghiera del muezzin; a
sinistra un locale ospita un negozio di artigianato; a destra, sulla
stradina, si affaccia un Hammam, il tradizionale bagno turco. Da
qui si possono prendere due direzioni: a sinistra, la strada dei negozi, a fianco del minareto; a destra, oltre l’Hammam, un
caratteristico loggiato e, di fronte, la porta della Medersa, la scuola coranica: locale di studi religiosi,
aperto anche alle donne, di solito posto nelle vicinanze della
moschea. Più avanti, il vicolo si apre sull’arco di una casa: si
entra così nel patio di un
antico palazzo signorile; sotto il portico, divani e cuscini per il rito
del caffè o del thè alla menta. Altri
archi, stradine e negozi (ricchi di tappeti, pelletteria, vasi, lampade,
gioielli, tessuti, vestiti tradizionali) portano infine nella piazza del
mercato, il Suk, cuore della
medina, con i banchetti di frutta, spezie, odori caratteristici. Qui
vengono a vendere i loro prodotti le contadine delle campagne e i nomadi
del deserto. Qui, nelle città più importanti, si tengono spettacoli,
concerti, esibizioni di saltimbanchi e incantatori di serpenti; e le
donne disegnano ricami di hennè sul dorso delle mani. La
Mostra è stata preparata con una approfondita ricerca
storico-iconografica sul mondo arabo, e in particolare sulle
caratteristiche della Casbah marocchina, con raccolta di documenti e
materiali iconografici, artistici ed artigianali. E’
stato realizzato un reportage fotografico (oltre 500 immagini) da cui
sono tratti i pannelli presenti nella scenografia, e le immagini di un
ricco Catalogo, che ripercorre storia, significato e suggestioni – nella
letteratura, nell’arte, nel cinema – della Casbah araba.
E’ stato anche realizzato un Plastico,
che riproduce in scala la Casbah di Tangeri. La
Mostra, finora è stata in sei città italiane – Roma, Brescia,
Torino, Bari, Palermo, |
|
|
|
|
LE SEDUZIONI DEL RAZZISMO La
Mostra "Le seduzioni del razzismo" costruisce, intorno ai
pregiudizi e agli stereotipi più frequentati dai nostri mezzi di
comunicazione - i potenti media della pubblicità, del cinema, della
televisione, dei fumetti - un Percorso particolarmente divertente e 'spregiudicato':
capace di coinvolgere, per la stessa seduzione degli strumenti di
comunicazione (film, spot, vignette umoristiche), il pubblico dei
giovani, delle scuole e della stessa cittadinanza. La Mostra prevede un percorso articolato in 50 pannelli con disegni, manifesti pubblicitari, titoli giornalistici e vignette, rassegne di materiali televisivi e cartoni animati - secondo moduli che possono agevolmente variati a seconda delle esigenze logistiche. |
|
LE TRE CULTURE Le culture dei tre continenti: un variegato patrimonio di valori, tradizioni, creatività. Una preziosa occasione di arricchimento per la nostra cultura, malata di etnocentrismo e attraversata troppo spesso da pregiudizi e stereotipi. Il confronto coinvolge la società intera, ma trova nella scuola un luogo privilegiato, stimolando la ricerca d'una nuova pedagogia, capace di accogliere nuovi linguaggi, valorizzare le differenze, organizzare la molteplicità culturale. La Mostra ha ospitato proiezioni per le scuole Incontri con le Comunità straniere Presentazione di libri e riviste Degustazione di cibi dei tre continenti Musica delle tre culture Arte e Artigianato |
|
Per informazioni tel-fax 06/37511087 |
|